C’è differenza tra uomini e scimmie?
E’ stato compiuto questo esperimento.

1) Mettete in una gabbia cinque scimmie. Nella gabbia appendete una banana con uno spago e mettete una scala sotto di essa. Non passerà molto tempo e una scimma si avvicinerà alla scala per arrampicarsi verso la banana. Appena tocca la scala, innaffiate tutte le scimmie con acqua gelata.
Dopo un po’, un’altra scimmia farà un altro tentativo e scatenerà la stessa reazione: tutte le scimmie saranno innaffiate d’acqua gelata.
Questo andrà avanti per un certo numero di tentativi ulteriori. Ben presto, se una scimmia cercherà di arrampicarsi, tutte le altre glielo impediranno.
2) Ora, estraete una scimmia dalla gabbia e sostituitela con una nuova. Questa vede la banana e cerca di arrampicarsi su per la scala. Con sua sorpresa, tutte le altre l’attaccheranno. Dopo un successivo tentativo e attacco, questa saprà che, se cerca di salire la scala, se le prende dalle compagne.
3) Nella fase successiva estraete un’altra delle cinque scimmie originali e sostituitela con una nuova. Questa cerca di avvicinarsi alla scala ed è coperta di botte. La scimmia che è stata introdotta precedentemente prende parte al pestaggio con entusiasmo.
4) Ancora, rimpiazzate una terza scimmia del gruppo di origine con una nuova. Anch’essa fa per avvicinarsi alla scala e si riceve la sua lezione. Due delle quattro scimmie che la menano non hanno idea del perché non è permesso salire sulla scala o perché stanno partecipando alla zuffa contro l’ultima arrivata.
5) Dopo aver sostituito anche la quarta e la quinta scimmia, tutte le scimmie che erano state innaffiate d’acqua gelida non sono più nella gabbia. Nonostante ciò nessuna scimmia adesso presente in essa o che sarà successivamente immessa si avvicinerà mai più alla scala. Perché!?
Risposta: “Perché ‘loro’ hanno sempre fatto così e qui si è fatto così da sempre.”
Io penso che per certi versi anche noi ci comportiamo così, un esempio?
Quante volte non siamo passati sotto una scala o abbiamo vietato a qualcuno di aprire un ombrello in casa? Per non parlare del venerdì 17…quante cose non facciamo semplicemente perché “non si devono fare”?
Una cosa che mi sono sempre chiesta è: Perché non si deve fare? Ma la risposta non c’è mai stata perché nemmeno le persone a cui chiedevo lo sapevano.
La superstizione è spiegata da questo esperimento.
Certe spiegazioni le ho trovate andando a ricercare l’origine di queste usanze ad esempio:
Perché non si apre un ombrello in casa?
Pare che nel medioevo i preti, quando andavano a dare l’ estrema unzione, portavano un’ ombrello nero, che aprivano sopra la testa del malato prossimo alla morte. Siccome quello era l’ unico ombrello che si apriva in casa, allora ecco che si fece il collegamento ombrello aperto in casa = morte…
Perché non si passa sotto una scala?
la superstizione dice che simile azione porti sventura in quanto una scala, accostata ad un muro, forma un triangolo, simbolo della Trinità, ed è quindi grave mancanza di rispetto passarci sotto.
Perché porta sfortuna venerdì 17?
Si dice che il significato derivi dalla parola VIXI, cioé vissi, che i romani scrivevano sulle tombe, e che anagrammata darebbe XVII, cioé 17.
Poi si dice che Gesù fu crocifisso di venerdì, ed infine che venerdì 17 era la data in cui i cavalieri templari vennero catturati e messi al rogo dalla Chiesa(Un venerdì 17 di parecchi secoli fa (1307) è stato dato da Filippo il Bello, e contemporaneamente in tutta la Francia, l’ordine di uccidere tutti i Templari, ordine di origine sacro-cavalleresco.)
Questi sono alcuni esempi di superstizioni che vanno tramandandosi di generazione in generazione ma ci sono migliaia di altre usanze di cui non si conosce forse nemmeno l’origine ma che si compiono perché “tutti fanno così”. Quello che ci distingue dall’animale è che noi possiamo ragionare con la nostra testa e controllare le nostre azioni, ma credo che negli ultimi anni ci stiamo un po’ “barbarizzando” in questo senso. L’invito che voglio fare è quello di riflettere con la vostra testa ed iniziare a chiedervi “è utile quello che faccio? A cosa mi serve?” e tantissime altre domande simili le cui risposte ci porteranno sicuramente a focalizzare la nostra attenzione su cose sicuramente più importanti…

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